Tar Lazio: legittime le nuove disposizioni sul primo incontro di Mediazione

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Tar Lazio: legittime le nuove disposizioni sul primo incontro di Mediazione
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Tar Lazio: legittime le nuove disposizioni sul primo incontro di Mediazione

Con la sentenza n. 5489/2025, respinto il ricorso del Codacons contro il nuovo assetto normativo: rafforzata la mediazione come strumento effettivo di giustizia alternativa

Un primo incontro realmente utile, non una formalità. È questa, in sintesi, la visione che emerge dalla sentenza n. 5489/2025 del TAR Lazio – Sezione I, che ha respinto il ricorso proposto dal Codacons contro il Ministero della Giustizia e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, confermando la piena legittimità costituzionale e comunitaria delle nuove disposizioni che disciplinano la mediazione civile e commerciale.

Al centro del giudizio, il decreto ministeriale n. 150/2023, con cui è stata attuata la riforma introdotta dal D.Lgs. 149/2022 (Riforma Cartabia), in particolare nella parte relativa al pagamento anticipato delle spese per il primo incontro di mediazione e alla sua trasformazione da fase gratuita e informativa a momento operativo e negoziale.

Il Codacons aveva sollevato diverse questioni di costituzionalità, sostenendo che l’obbligo di pagamento anticipato delle spese di mediazione già al primo incontro gravasse in modo sproporzionato sulle parti, violando il principio di uguaglianza e il diritto di difesa. Secondo l’associazione, inoltre, la previsione secondo cui il gratuito patrocinio è riconosciuto solo in caso di accordo sarebbe irragionevole e penalizzante per i meno abbienti. Il sistema complessivo introdurrebbe, a loro dire, barriere economiche all’accesso alla giustizia, in contrasto con l’art. 24 della Costituzione e con l’art. 47 della Carta di Nizza.

Il Tribunale ha respinto ogni criticità, riconoscendo che le nuove norme rispondono pienamente allo spirito della riforma, che punta a rendere la mediazione effettiva e qualificata, superando la visione passata che la riduceva a un mero adempimento formale. La mediazione, ha affermato il TAR, deve diventare centrale nel sistema giustizia, con un ruolo deflattivo concreto e non solo teorico. Il pagamento anticipato delle spese, costituito dall’indennità di avvio e dal contributo per il primo incontro, è stato ritenuto proporzionato, perché parametrato al valore della lite, ridotto nei casi di mediazione obbligatoria e compensato da crediti d’imposta e accesso al patrocinio a spese dello Stato per chi ne ha diritto. Il TAR ha anche sottolineato che la partecipazione attiva delle parti è incentivata proprio dal fatto che l’incontro ha un valore effettivo: non si tratta più di una semplice spiegazione delle regole, ma di un confronto reale che può portare all’accordo e, quindi, evitare il processo.

Riguardo alla richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, il TAR ha ritenuto che non vi sia alcun contrasto con la Direttiva 2008/52/CE, né con i diritti garantiti dalla Carta di Nizza. Il diritto di accesso al giudice è sempre assicurato. La mediazione resta una condizione di procedibilità e non impedisce l’instaurazione del processo qualora non si raggiunga un accordo.

Respinta anche la censura sull’articolo 15-bis del D.Lgs. 28/2010, che subordina l’accesso al beneficio fiscale per l’avvocato all’effettiva conclusione dell’accordo. Il TAR ha ricordato che la parte non abbiente ha sempre diritto all’assistenza gratuita, anche se l’accordo non si perfeziona. Il compenso dell’avvocato può essere liquidato in giudizio o trasformato in credito d’imposta, secondo le regole ordinarie.

La sentenza del TAR Lazio rappresenta un passo importante nella trasformazione della mediazione da obbligo procedurale a strumento centrale nella gestione delle controversie civili. Conferma la legittimità della riforma e la coerenza delle scelte normative con le esigenze di efficienza, serietà e accessibilità del sistema giustizia. Nel nuovo quadro, il primo incontro di mediazione non è più un pro forma: è il cuore del procedimento, e deve essere valorizzato, anche economicamente, come momento chiave per la risoluzione anticipata dei conflitti.

La riforma della mediazione non solo resiste al vaglio costituzionale, ma viene promossa come coerente, proporzionata e conforme alle direttive europee. Un chiaro segnale, anche per il futuro, che la giustizia alternativa è chiamata a crescere non solo in quantità, ma soprattutto in qualità.

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