Il ricorso alla mediazione civile continua a consolidarsi come strumento di risoluzione alternativa delle controversie in Italia. Secondo la Relazione annuale del Ministero della Giustizia 2025, presentata dal Ministro Carlo Nordio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel 2023 sono state iscritte circa 178.182 procedure di mediazione, segnando un incremento del 15% rispetto al 2022. Contestualmente, le definizioni dei procedimenti hanno registrato un aumento dell’11%.
Incremento costante e confronto con il periodo pre-pandemia
Rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia, le iscrizioni alla mediazione sono cresciute del 21%, mentre le definizioni hanno segnato un incremento più contenuto, pari al 7,5%. Questo dato evidenzia un recupero dell’attività ancora graduale e sottolinea la necessità di efficientare ulteriormente i meccanismi di definizione delle controversie.
Prevalenza della mediazione obbligatoria
L’analisi della natura delle mediazioni iscritte nel 2023 mostra che il 74% delle procedure è stato avviato come mediazione obbligatoria, ossia richiesta per legge come condizione di procedibilità. Le mediazioni volontarie, avviate spontaneamente dalle parti, rappresentano il 13% del totale, mentre il 14% è costituito da mediazioni demandate dal giudice. In particolare, dall’entrata in vigore della Riforma Cartabia (30 giugno 2023), le mediazioni demandate dai giudici hanno raggiunto quota 11.170, con il 56% dei casi riguardanti controversie su contratti bancari e locazioni.
Ruolo degli avvocati e percentuale di accordi raggiunti
Un elemento significativo che emerge dalla Relazione è il ruolo preponderante degli avvocati nel processo di mediazione, anche quando non richiesti obbligatoriamente. Nelle mediazioni volontarie, infatti, l’89% dei proponenti e il 76% degli aderenti hanno scelto di avvalersi dell’assistenza legale. La probabilità di raggiungere un accordo si è rivelata più elevata nei procedimenti con un valore della lite compreso tra i 1.000 e i 5.000 euro, con un tasso di successo del 34%. Questo valore aumenta fino al 57% quando le parti decidono di proseguire la mediazione oltre il primo incontro informativo.
Le materie più trattate in mediazione
Tra gli ambiti maggiormente affrontati attraverso la mediazione civile, figurano questioni non espressamente previste dall’articolo 5, co.1-bis del Dlgs 28/2010 e mediazioni volontarie, che rappresentano il 18,30% delle iscrizioni totali. Seguono le controversie su Diritti reali (15,4%), Condominio (13,8%), Contratti bancari (12,54%) e Locazione (10,14%).
Riduzione del numero di Organismi di Mediazione e diffusione territoriale
Nonostante l’incremento del ricorso alla mediazione, il numero di Organismi di Mediazione attivi ha registrato una lieve flessione, passando dai 580 del 2020 ai 550 del 2023. Le regioni del Nord-Ovest e del Centro-Sud risultano essere quelle in cui la mediazione è maggiormente utilizzata, confermando una diffusione non omogenea sul territorio nazionale.
Mediazione telematica: una modalità ancora secondaria
La mediazione telematica ha rappresentato il 34% dei procedimenti definiti nel secondo semestre del 2023, evidenziando una progressiva digitalizzazione del settore. Tuttavia, la modalità in presenza rimane la preferita dagli utenti, a conferma di un approccio ancora legato all’interazione diretta tra le parti e i mediatori.
La crescita del ricorso alla mediazione e le nuove dinamiche emerse nel 2023 rappresentano segnali positivi per il futuro della giustizia alternativa in Italia. Tuttavia, resta centrale la necessità di ottimizzare le tempistiche di definizione delle controversie e di incentivare ulteriormente l’uso di strumenti digitali, al fine di rendere la mediazione sempre più efficace e accessibile.