Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 7 del 10 gennaio 2025, il Decreto legislativo 27 dicembre 2024, n. 216 introduce significative modifiche in materia di mediazione civile e commerciale e negoziazione assistita. Questo provvedimento, noto come “correttivo mediazione”, integra e corregge il D. Lgs. 149/2022, ampliando e perfezionando gli strumenti della risoluzione alternativa delle controversie.
Principali modifiche alla disciplina della mediazione civile
Le disposizioni del correttivo incidono in particolare sul D. Lgs. 28/2010, apportando rilevanti novità in merito alla gestione degli incontri, alla durata della mediazione e alla delega delle parti.
Estensione del patrocinio a spese dello Stato
Un’importante innovazione riguarda l’ampliamento dei beneficiari del patrocinio a spese dello Stato. Le modifiche agli artt. 15-bis e 15-quinquies del D. Lgs. 28/2010 includono ora tra i soggetti aventi diritto anche cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, apolidi e organizzazioni non lucrative, rafforzando così l’accesso alla giustizia per categorie più vulnerabili.
Novità sulla negoziazione assistita
Il correttivo incide anche sulla disciplina della negoziazione assistita, modificando l’art. 2-bis del D.L. 132/2014 per consentire la formazione e sottoscrizione telematica degli atti della procedura. Gli incontri tra le parti potranno svolgersi in modalità telematica, garantendo la reciproca interazione e visibilità. Tuttavia, viene mantenuto il divieto di acquisire dichiarazioni di terzi attraverso questo strumento.
Ambito di applicazione delle nuove disposizioni
Il decreto stabilisce che le modifiche all’art. 6 del D. Lgs. 28/2010 si applicano ai procedimenti di mediazione in corso per i quali, alla data di entrata in vigore del correttivo, non sia stato ancora depositato il verbale conclusivo.
Conclusioni
Con l’entrata in vigore del correttivo mediazione, il legislatore rafforza l’efficienza e la flessibilità degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, garantendo un equilibrio tra innovazione digitale e tutela delle garanzie procedurali. Le nuove norme mirano a semplificare le procedure, ridurre i tempi della mediazione e ampliare l’accesso alla giustizia, consolidando il quadro normativo delineato dalla riforma Cartabia.